Silvia Percussi

25-08-10

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Silvia Percussi, è nata a Firenze, ma vive e lavora a Pistoia. La sua maniera ‘razionale’ di fare pittura (almeno quella che viene qui esposta e che caratterizza buona parte della sua produzione) è riconducibile all’Astrazione geometrica classica (quella, per intenderci delle Avanguardie della prima metà del Novecento), ma rivestita – o, meglio – intrisa di connotazioni simbolico-psicologiche contraddittorie tutt’altro che freddamente governate dalla ratio kantiana. Matrice dei suoi ‘silenti’ quadri è il disegno, che crea elementi primari, poi riempiti di colore (luminosità). Il punto, la linea, il cerchio sono gli elementi alla base, che compongono questa scrittura simbolica e ‘antropologica’, con assonanze in aderenza a quanto già scrisse negli Anni Dieci Wassilij Kandinsky in Über das Geistige in der Kunst e poi ancorategli Anni Venti in Punto, linea, superficie, proclami mistici più che saggi di estetica: “Il punto geometrico è un'entità […] immateriale […], il più alto e assolutamente l'unico legame tra silenzio e parola […]. Appartiene al linguaggio e significa silenzio, […] [è] suono del silenzio”; “La linea geometrica è […] la traccia del punto in movimento […]. Nasce dal movimento […], della sua quiete estrema, in sé conchiusa. Qui si compie il salto dallo statico al dinamico. La linea è, quindi, la massima antitesi dell'elemento pittorico originario - il punto […]. L'elemento tempo è […] più riconoscibile nella linea che nel punto”; “più di ogni altra forma di superficie, il cerchio tende verso la quiete incolore, perché esso è il risultato di due forze che agiscono sempre in modo uniforme e non conosce la violenza dell'angolo”.
La memoria, le impressioni, le emozioni, le percezioni sensoriali, le intuizioni e le associazioni del pensiero che connotano l’individuo sono proposte attraverso forme rigorosamente geometriche e colori assoluti, senza gradazioni cromatiche tonali: la geometria diviene ricerca di un arduo e ‘faticoso’ ordine interiore; i colori – nero, bianco, rosso, oro e argento – sono simboli di una vigorosa “forza vitale”, come ama dire l’autrice stessa. Una vera e propria metafisica della forma incendiata di colore.
E' chiaro che, con ciò, viene abbandonato irrimediabilmente il recinto dell'estetica: Si entra in un regno diverso dalla pura estetica, dove ogni forma diviene una sorta di ‘essere vivente’, nel quale la Percussi ci introduce come una rabdomante, che con indefessa acribia rintraccia e traduce continuamente l’estetica in questo suo regno ideale, formalmente ‘logico-intellettuale’, con la sua inquietante sensibilità quasi eidetica, mediante segni grafici e cromatici che ci disvelano ‘altri’ mondi. La forma sembra essersi definitivamente liberata dal suo supporto classico, la materia, e sembra riuscire ad operare, a farsi visibile, ad esistere, in senso proprio, come in una sorta di perfetta autonomia, quasi si fosse in qualche modo realizzato il platonico dominio dell’iperuranio eidetico Poi, sotteso ma perfettamente intuibile, una sorta di reditus ad specum, un problematico ritorno dall’universo eidetico, razionale e ideale all’universo esistenziale, sensibile ed empirico. Così, procedendo nella lettura-visione dei suoi quadri, al tempo stesso fatti di pittura cromaticamente ‘viscerale’ e di pura geometria ‘qualitativa’, ci rendiamo conto di partecipare come a una grande avventura fantastica. Ci insegna ad ‘ascoltare’ il silenzio della forma generatrice e della luce vivificante (summa cromatica), ponendoci in un nuovo rapporto con l'opera d'arte; ci apre una nuova possibilità di esplorazione del Bello e del Bene, dell’estetica e dell’etica, che rappresenta, come già scriveva lo stesso Kandinsky, "la possibilità di entrare nell'opera, diventare attivi in essa e vivere il suo pulsare con tutti i sensi".
Negli itinerari pittorici ‘fantascientifici’ percussiani prendono forma, linearissime figure geometriche di astratta modernità ‘futura’, ma ispirate a vetrate e a rosoni di chiese medioevali di area pisano-lucchese (presenti anche a Pistoia) oppure a tarsie marmoree in bicromia che incrostano le loro splendide facciate, cioè alla perfezione quasi neoplatonica ed ‘umanistica’ del cerchio che si trasforma in “onda sonora dell’anima”, come è stato scritto di lei qualche anno or sono.
Le elaborate e ‘semplici’, meditate ed ‘istintive’ composizioni della Percussi, nelle quali simboliche geometrie primarie ed astrazioni ‘classiche’ si equilibrano in armonie cosmiche dirette “verso la Luce”, in linee di forza, in contrasti di vettori dalle criptiche connotazioni semantiche impresse da differenti direzioni e da versi, rivelano, negli accostamenti decisi e netti di superfici cromatiche (altre volte corrugate e vivificate da inserti di piccoli ‘oggetti’), l’affermazione modernamente ‘caparbia’ e ostinata dell’io nell’hic e nel nunc, pur sulle ali delicate di un’aurea e fragilissima farfalla, che pare voli, ‘temeraria’, in cieli escatologici medioevali.
Spesso le sue opere hanno il titolo significativo ed emblematico di Verso la luce oppure di Laser: ricerca indefessa e ‘morbosa’ della Luce vera, che ha vivificato la notte eterna del Cosmo primordiale e, fuori dalla metafora, ha reso l’Uomo tale, cioè fatto di materia e di anima (ànemos, vento di vita).
Due gruppi, qui si fronteggiano e si completano a vicenda. Il primo è incentrato ed è dominato dal colore dorato della tela, che rimanda simbolicamente all’oro di una tessera musiva, carica di ieratica sacralità, o, piuttosto, ad una serie di tessere con incisioni nello spesso pigmento, che compongono un mistico mosaico moderno dal fascino astrattamente teologico di una luminosità dogmatica bizantina. Su un fondo increspato e ‘tassellato’ di cielo siderale invaso dalla Luce, dove emergono, nel collage fatto di giornali, frammenti e schegge dell’universo quotidiano contemporaneo, si sovrappone il grande triangolo perfetto, a sinistra, che rimanda quasi alla Trinità attraverso una rigorosa astrazione geometrica, dipinto mediante fasce dello stesso color oro e materici intrecci di linee graffite ed incise come sull’intonaco di un muro (ma anche quasi cesellate nell’oro di un gioiello), come in un opus sectile di un paramento murario romano, ma pure con assonanze con preziose stoffe di stole sacerdotali. Al centro, l’astratta linea verticale – che separa ma anche, filtrata, unisce – tratteggiata in bianco e nero imprime ascensione verso la Luce metafisica, mentre a destra troviamo il semicerchio (o visione bidimensionale di una sfera in proiezione ortogonale?) dell’Assoluto, perfezione fuori dal tempo e dallo spazio. Luce come nel mondo metafisico bizantino, ma il fascio diviene modernamente puntato e concentrato come un laser, che ‘trapassa’, ‘ferisce’ e ‘penetra’ impietosamente fino nei meandri più oscuri e reconditi dell’anima. Rappresentare la rivolta ‘ragionata’ dell'anima rispetto al buio della materia, con assonanze orchestratamente ordinate, armoniche e pacate solo superficialmente, ma che celano movimenti tellurici e vulcanici per dissonanze interiori sottese, quasi dodecafonicamente schonberghiane.
Il secondo gruppo, pur con una tipologia di disegno simile, si incentra sul colore rosso e su quello neutro, come di luce non più riflessa dall’oro musivo, bensì filtrata da vetrate colorate, quasi costituite mediante assemblaggio di vetri piombati: una rete o ragnatela sottile che unisce e dà senso all’insieme di triangoli e parallelepipedi, trapezi e rombi. Effetti di specularità e gioco sull’inversione cromatica alternata (si vedano il triangolo e il semicerchio rossi su fondo chiaro e poi il triangolo ed il semicerchio chiari su fondo rosso) in una sorta di alchimia solo apparentemente ‘algida’ e totalmente governata dall’autrice, ma che apre le porte su vertigini sonore e concettuali tutte problematicamente interiori e squisitamente postmoderne.
Giampaolo TROTTA
 

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ARTISTI E COLORI
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2002

PERSONALE GALLERIA EXTRARTE PRATO
" Bianco rosso e....."

COLLETTIVA SPAZIO ESPOSITIVO SAN GAETANO PISTOIA
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COLLETTIVA DI PITTURA E SCULTURA -
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II° RASSEGNA D'ARTE SACRA CONTEMPORANEA PISTOIA
BIENNALE NAZIONALE

VIAGGIO NEL COLORE PISTOIA

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INSIEME AL CASSERO MEDIOVALE
(GALLERIA EXTRARTE di Prato e GRUPPO DONATELLO di Firenze) PRATO

L'ACQUA NELLA BIBBIA - LUCE E FORMA
GALLERIA LA PIGNA ROMA

L'ACQUA NELLA BIBBIA IMPERIA

COLLETTIVA GALLERIA BOTTEGA D'ARTE QUARRATA (PT)

2004

PERSONALE LO SPROCCO CLUB PRATO

PERSONALE COMUNE DI MARLIANA MARLIANA (PT)

ARTE AL VERDE (PERSONALE CON LO SCULTORE Andrea Dami) PISTOIA

PERSONALE GALLERIA EXTRARTE PRATO

2005

PERSONALE GALLERIA "GIARDINO SEGRETO " MONTECATINI

CASTELLO DI VINCIGLIATA a Fiesole - Esposizione
per Rotary Club Firenze Brunelleschi FIRENZE

ARTE FIERA IMMAGINA REGGIO EMILIA - GALLERIA CARLO LIVI 115
di Prato REGGIO EMILIA


2006

VERNICE ART FAIR - FIERA DI FORLI'' FORLI'

OFFICINA FIERA DI FORLI FORLI

3° biennale Nazionale ARTE SACRA CONTEMPORANEA PISTOIA


RASSEGNA DI PITTURA MARINA DI RAVENNA LA VELA D'ORO MARINA DI RAVENNA

ARTE FIERA IMMAGINA - REGGIO EMILIA
GALLERIA ART POINT BLACK di Firenze REGGIO EMILIA

2007

PERSONALE - GALLERIA LO SPAZIO DI VIA DELL'OSPIZIO PISTOIA

LIU' MON AMOUR - mostra itinerante in vari spazi
ispirata a Giacomo Puccini

- Comune di Montignoso MONTIGNOSO

- Gipsoteca Libero Andreotti a Pescia (PT) PESCIA

- Spazio espositivo Castelfranco di Finale Ligure FINALE LIGURE
organizzata dalla Galleria Valente

NOTE A PIE' DI PAGINA ARTE CONTEMPORANEA DEL
XXI SECOLO . PALAZZO PUCCINI - PISTOIA PISTOIA

2008

SINFONIA D'ESTATE c/o Crystal palace di Montecatini
organizzazione Federico Bellini Arte MONTECATINI TERME

IL TEMPO DELLO SPAZIO c/o Lo spazio di Via
dell'Ospizio Galleria PISTOIA

ASTRAZIONI DELL'ANIMA PIETRASANTA
c/o Studio Riotto

Artista scelta per l'anno 2008 dall'Associazione Voglia di Vivere
per la realizzazione di n.3 incisioni a punta secca PISTOIA

2009

LUCI E GEOMETRIE DELL’ANIMA
C/o DEUTSCHE BANK - FIRENZE

ARTE IN MARCIA
Teatro Bolognini PISTOIA PISTOIA

PARLANDO D’ARTE PISTOIA
Gruppo Artisti dell’Arca

Galleria d’arte OVERLOOK QUARRATA (PT)
Collettiva

L’ARTE PER LA PACE
SAKE Affrescate – Palazzo Comunale PISTOIA

 

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Ultimo aggiornamento: 22-02-10.

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