Mostra Sheila Cantone Beatrice DAvino

25-08-10

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Dal 03/07/2010 al 11/07/2010 - Palazzo Pretorio Campiglia M.ma (LI)

Mostra di Sheila Cantone - pittura e Mostra di Beatrice D'Avino- pittura

a cura di Mauro Pantani

Inaugurazione 03/07/2010 ore 18,00 - Apertura mostra 18,00 - 20,00 / 21,00 - 23,00

La percezione femminile in pittura:

Sheila Cantone e Beatrice D’Avino in mostra al Palazzo Pretorio di Campiglia Marittima

Per la ricca rassegna “Campiglia in Arte 2010”, a cura di Mauro Pantani per Athena Spazio Arte, in presentazione la cifra stilistica e la modernità di due autrici del territorio, nella doppia personale allestita nel fascino storicizzato del Palazzo Pretorio di Campiglia Marittima (LI), dal 3 all’11 luglio 2010.
Il vernissage di sabato 3 luglio, dalle ore 18, introduce le ultime ricerche di Sheila Cantone e Beatrice D’Avino, su un filo conduttore che rimanda, nell’opera delle pittrici livornesi, il filtro della realtà quando la realtà stessa è lo specchio di un riconoscersi donna nell’essenza, fra gioie, ricordi e identità trasfigurate e sublimati dolori.
Sheila Cantone, livornese, classe 1972, si è formata presso all’Accademia di Belle Arti a Firenze. Nello studio recente sull’icona archetipica ed il tema della “geisha”, approfondisce le sfaccettature del sentire e filtrare la realtà “al femminile”, in un’abile e ritmata gestione propria della superficie pittorica che fissa e svela scenari interiori, in ritagli significativi, rapiti con forza espressionista ed interessanti giochi di colore e ombre, e che svelano, fra arabeschi e atmosfere di mistero, la realtà di una condizione.
Autrice toscana nata e residente a Rosignano Marittimo ,Beatrice D’Avino ricostruisce spazi paralleli di una dimensione intimistica e personale attraverso originali soluzioni tecniche che combinano una certa matericità del piano bidimensionale alle cromie fiabesche e di evocazione klimtiana, a tratti gotiche, dove i soggetti prediletti sono figure femminili, paesaggi surreali, o cavalli (quasi un omaggio reinterpretato a Gauguin) a metà tra il riposo intimo ed un certo disagio ricostruito attraverso il ripiegamento continuo e continuato dei corpi, sulla scia di ricordi nostalgici e di sensualità antiche, sui percorsi della memoria.
Una biografia individuale che si fa universale, attraverso le soluzioni di un espressionismo accennato e ingentilito dalle cromie tenui e lunari, ma che si delinea nella forza delle composizioni centrali e roteanti di evocazione chagalliana, e nella profondità espressiva di una riflessione silenziosa nello sguardo sedotto dal surrealismo degli stessi spazi improbabili, nel dinamismo dei corpi o nei paesaggi immortalati da un’arcana magia, che contribuisce ad evocare.

"Elena Capone"

 

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Ultimo aggiornamento: 15-07-10.

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